Leggerò Leggero

Appunti di Cooperazione Internazionale

Il confine italo-francese e il Progetto 20K

A cura di Simona Degiorgi

Fonte: https://www.facebook.com/progetto20k/photos/a.290209591338962/1400468556979721/

I confini per i migranti non esistono solo alle porte d’Europa, ma anche al suo interno. Sentiamo spesso parlare di violenze lungo la Rotta Balcanica e di morti nel Mediterraneo, ma ancora poco si parla di quello che quotidianamente avviene lungo il confine italo-francesce.
Dopo essere riusciti a sopravvivere a difficili traversate, i migranti arrivati in Italia cercano spesso di lasciare il Paese alla volta di Francia, Germania o nord Europa, ma la strada è ancora lunga e difficile.

In questo articolo cerchiamo di raccontarvi quello che succede a Ventimiglia e delle realtà solidali che qui operano per dare sostegno alle persone in transito. Parleremo in particolare di “Progetto 20K”, un collettivo politico che da anni opera attivamente lungo questo confine.

Ventimiglia

Ventimiglia è l’ultima città costiera italiana prima del confine francese dal quale dista soli 12 km.  
A partire dal 2015, a seguito della cosiddetta “Crisi dei rifugiati in Europa”, in città hanno iniziato ad arrivare numerosi migranti (tra cui anche donne e bambini) che, dopo aver attraversato la Rotta Balcanica o il Mar Mediterraneo, cercano di oltrepassare il confine per raggiungere la Francia. Per disincentivare e rendere più complicato l’ingresso dei migranti in Francia, già nel 2016 il confine viene chiuso ed i controlli, da parte delle polizie italiana e francese, intensificati.
Molte persone si ritrovano così bloccate a Ventimiglia, in attesa di trovare un modo per superare la frontiera e continuare il loro viaggio nonostante i continui respingimenti – anche illegali – della polizia francese.
Per dare una risposta ai bisogni di queste persone, nel corso degli anni, alcune note organizzazioni come Caritas, Croce Rossa Italiana e Save the Children sono arrivate in città. Gli aiuti offerti da queste grandi organizzazioni sono tuttavia spesso momentanei e si rivolgono ad un numero esiguo di persone ed includono, molte volte, tra i loro beneficiari solamente determinate fasce di popolazione, come donne e bambini. Da luglio 2016 a luglio 2020, nelle vicinanze di Ventimiglia, a Camporosso, è stato in funzione un campo di accoglienza – Parco Roja –  gestito alla Croce Rossa. Il centro, ormai dismesso, è stato l’unico ad accogliere i migranti – soprattutto uomini e ragazzi – dando loro un rifugio per la notte [1]. A seguito della sua chiusura, le persone in transito non hanno dunque più accesso a strutture di accoglienza adeguate e si trovano costrette a dormire sotto un cavalcavia, senza servizi igienici né accesso al cibo.
Vista la scarsità dei servizi primari e le continue violazioni di diritti umani, nel corso degli anni, a Ventimiglia, sono nati anche movimenti spontanei di cittadini/e ed attivisti/e che si sono riuniti per aiutare i migranti offrendo loro beni di prima necessità.
Una di queste realtà sorte dal basso è proprio Progetto 20K, un collettivo politico nato nel 2016 per iniziativa di alcuni/e attivisti/e provenienti da diverse città italiane e che oggi coinvolge volontari/e da tutta Italia ed Europa.

Il Progetto 20K

Progetto 20K – Fonte https://progetto20k.com

Il Progetto 20K nasce nel 2016, aderendo ad iniziative già presenti in città, come il presidio permanente “no border”. Come si legge dalla pagina Facebook del Progetto, si tratta di“un gruppo di donne e uomini che credono nel diritto alla libera circolazione per ogni essere umano; e che credono nella responsabilità di tutte e tutti nell’essere soggetti attivi perché questo diritto possa essere garantito e la sua conquista supportata”. Progetto 20K è nato per fare attività di monitoraggio lungo i luoghi “caldi” della frontiera, dare un aiuto concreto ai migranti in transito e fornire supporto logistico e materiale. Nel corso del tempo, il Progetto si è strutturato e i/le volontari/e si sono organizzati in modo da avere uno spazio che permetta loro di essere sempre presenti per monitorare costantemente la situazione in città e lungo le frontiere.
Come anticipato, gli/le attivisti/e di Progetto 20K svolgono dunque – attività di informazione e supporto – informando le persone in transito circa i rischi dell’attraversamento delle frontiere, distribuendo materiale (indumenti, cibo, beni di prima necessità) alle persone spesso costrette a dormire sotto un ponte o nei parchi cittadini e medicando coloro che sono rimasti feriti lungo le rotte –  ma anche attività di sensibilizzazione, riportando abusi, violenze, mobilitazioni, diffondendo tramite post, report, articoli e serate informative in diverse città d’Italia rispetto a quanto avviene lungo il confine.
Anche nella città di Ventimiglia, Progetto 20K organizza dimostrazioni e manifestazioni a sostegno della libertà di movimento di tutte e tutti, denunciando le politiche anti-migratorie e le continue violenze e morti causate dal sistema frontiera che ogni anno uccide coloro che qui, come altrove, cercano di passare un confine, tra le montagne, lungo i binari o sopra i treni in corsa, per poter vivere la vita che desiderano. Il confine italo-francese mostra inoltre con assoluta chiarezza e violenza, come i confini non siano entità fisse, ma varino a seconda del tempo e di chi li percorre. A Ventimiglia si percepisce l’enorme ingiustizia della frontiera che per tanti – soprattutto bianchi e turisti – è invisibile e facilmente oltrepassabile, anche solo per fare shopping in città, mentre per altri diventa un ostacolo difficilmente valicabile e spesso anche mortale.

La pagina Facebook di Progetto 20K racconta dunque le violenze e gli abusi che si svolgono in questo territorio, le conseguenze della politica migratoria europea e le ripercussioni che questa ha non solo sulle persone ma anche sulle città che si trovano impreparate a gestire questi flussi e che spesso, lasciate sole, optano per politiche anti-migratorie. In questi luoghi, a causa della mala/non gestione dei flussi, la solidarietà da parte di molti/e viene a mancare e le persone in transito smettono di essere viste come persone con pari diritto di movimento e iniziano invece ad essere viste come una minaccia per la sicurezza del territorio dal quale stanno solo cercando di andarsene per continuare la propria vita e non restare ulteriormente bloccate nel limbo della frontiera.

Le attività di Progetto 20K sono tutte basate sul lavoro volontariato dei suoi attivisti/e e si sostengono soprattutto grazie a donazioni private, cene ed eventi di autofinanziamento. I/le volontari/e di 20K sono sempre alla ricerca di beni da distribuire alle persone in transito e, soprattutto in questo periodo dell’anno, cercano materiale contro il freddo come sacchi a pelo, coperte, giubbini, ma anche scarpe, maglioni e tute. Per poter collaborare con loro, capire se sia possibile fare una esperienza attiva sul campo e/o donare del materiale è sufficiente contattarli/e via messaggio attraverso la loro pagina Facebook.

[1] Recentemente, si è aperto un dibattito circa la possibilità di aprire un nuovo “campo di transito”. Ad ora, tuttavia, non vi sono ancora notizie certe in merito. (https://www.rivieratime.news/ventimiglia-vertice-in-comune-per-la-realizzazione-di-un-centro-di-transito-per-migranti/)

Articoli e pubblicazioni sull’argomento:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 dicembre 2021 da in Senza categoria.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: