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Appunti di Cooperazione Internazionale

Il medio-oriente tra storia, lingua e religione

A cura di Stefano Remuzzi

L’espressione Medio Oriente non ha un significato linguistico all’interno delle culture che lo abitano. Come spesso accade sono le potenze vincitrici delle guerre a dettare le regole, le divisioni, e le denominazioni geografiche ai vinti.

Quando nel VII secolo gli Arabi si espansero verso Ovest, i loro geografi chiamarono “le terre ad Ovest della Libia attuale, Maghreb, letteralmente, dove tramonta il sole”. Con lo scontro con l’Europa infedele, i musulmani coniarono due diversi termini per identificare la diversità delle terre e delle culture che lì vivevano: dar al harb ( il paese della guerra) e dar al Islam ( la casa dell’Islam).

L’espressione Medio-Oriente nasce nel 1902 ad opera di uno storico navale americano, Alfred Thayer Mahan, “per indicare la regione compresa tra la penisola araba e l’India che ha per centro il Golfo Persico”. Questa espressione entrò a far parte del gergo comune, insieme a quella più antica di Vicino Oriente.

Certamente l’utilizzo di questa terminologia fa capo ad un’idea del mondo che aveva l’Europa Occidentale al centro e tutto il resto era considerato la sua periferia. Per secoli queste aree coincisero con l’oriente per gli europei.

Quando invece l’Estremo Oriente iniziò a farsi avanti e a turbare le cancellerie europee ci fu l’esigenza di cercare una definizione più precisa per identificare queste aree. L’espressione Vicino Oriente è quasi del tutto sparita e ha lasciato il posto ad un Medio Oriente molto esteso comprendente vaste regioni dell’Asia sudoccidentale e del Nord Africa.

Quando parliamo di Medio-Oriente stiamo parlando di una regione con determinate caratteristiche inconfondibili, con una propria personalità e di un’area plasmata da una storia lunga e famosa. La caratteristica geografica più notevole del Medio-Oriente è sicuramente quella dell’aridità.

Deserto del WADI RUM, GIORDANIA, 2014

La maggior parte dell’aerea mediorientale è composta da grandi deserti, dove sopravvivono alcune popolazioni di pastori nomadi. I deserti sono interrotti qua e là da grandi e maestosi fiumi a ridosso dei quali sorsero le più grandi e antiche civiltà, in Iraq e in Egitto. I copiosi raccolti dei bacini fluviali producevano molto di più rispetto alle esigenze per la sussistenza, il che favorì il fiorire di molteplici specializzazioni e l’evolversi di nuove tecniche e iniziative.

“Non di meno conto fu l’invenzione della scrittura che fu essenziale per la contabilità e la registrazione e formò una nuova classe sociale fatta di scribi e di impiegati”.

La scrittura e l’urbanistica vennero poi trasformate dalle varie dominazioni, soprattutto da quella greco-romana; cosicché Alessandria, Cesarea, Antiochia e Costantinopoli erano centri della civiltà ellenistica. “Nell’entroterra sorgevano invece città più antiche: Tebe, Gerusalemme, Damasco”.

Queste città mantenevano uno stile di vita certamente più mediorientale, così come l’Iraq, che pur essendo per gran parte cristianizzato non rientrava nel mondo greco-romano ma era molto più vicino a quello persiano.

Egitto e Iraq divennero i due grandi centri mediorientali, nei quali si sviluppò maggiormente la nuova civiltà imperiale dell’Islam. Da qui la seconda grande connotazione dell’area mediorientale; la terra delle tre grandi religioni: il giudaismo, il cristianesimo e l’islamismo. Tutte e tre sono ancora presenti ma una ha vinto sulle altre due”.

Il Medio Oriente è diventato il paese dell’Islam. Ciò non significa che l’Islam sia limitato alla sola aerea mediorientale, tutt’altro. Esistono enormi comunità musulmane in Africa e in Asia.

“Oltre ad essere la patria delle tre grandi religioni il Medio-Oriente si contraddistingue per essere la culla di tre grandi lingue: arabo, persiano e turco.

La prima lingua fu quella araba; all’inizio era presente solo nella zona della penisola arabica”.

Con le conquiste arabe e l’espansione dell’Islam, le zone dell’Asia sudoccidentale e del Nord Africa, abitate in passato da popolazioni di lingue non semitiche, oggi sono contraddistinte da una predominanza della lingua araba.

calligramma arabo

“L’arabo soppiantò tutte le lingue ufficiali preesistenti e, nella sua forma scritta, rimane ancora oggi la lingua comune”.

A est del confine iracheno-persiano gli arabi riuscirono ad importare la loro religione, il loro alfabeto, ma non la propria lingua parlata, tantomeno la loro identità nazionale: i persiani vennero islamizzati ma rimasero e rimangono tutt’ora persiani.

Nel decimo secolo i persiani rifiorirono e con loro il persiano islamico che diventò “lo strumento letterario predominante al di fuori dei paesi di lingua araba”

Poco più tardi fecero il loro ingresso all’interno del mondo mediorientale i turchi che non tardarono ad acquisire il predominio negli eserciti dell’Islam e spinsero sempre più indietro il baluardo europeo arrivando ad inglobare l’Asia Minore nel mondo dell’Islam.

“Durante i secoli di egemonia turca si arrivò a pensare ed ad accettare l’idea che i turchi comandassero e gli altri obbedissero. Con l’arrivo dei turchi si insediò all’interno dei territori mediorientali anche la lingua turca. Anch’essa venne islamizzata, con alfabeto arabo e implementato da componenti lessicali arabo-persiano. Possiamo dire quindi che la religione dominante in questi territori fu senz’altro l’Islam e le tre lingue principali l’arabo, il persiano e il turco. Le tre lingue principali mediorientali hanno al loro interno alcune differenze. Il persiano è la più unitaria e meno estesa. È la lingua nazionale dell’Iran. L’arabo parlato è usata dal Marocco fino all’Iraq con le dovute differenze dialettali. Il turco è la meno unitaria delle tre lingue e nel ventesimo secolo l’alfabeto arabo è scomparso dalle lingue turcofone”.

La dominazione islamica in questi territori non coincise con la distruzione della altre forme di culto.

Il cristianesimo venne sconfitto ma non distrutto. I cristiani passarono da una condizione di maggioranza ad una di minoranza ma vedevano i loro diritti tutelati dal diritto islamico; furono le crociate che deteriorano i rapporti.

Solo in Libano i cristiani continuarono ad esercitare “una parte vitale e decisiva” della vita socio-economica del paese.

“Gli ebrei ebbero una sorte molto simile a quella cristiana. Trattati bene dall’impero persiano, ma meno dai romani che cercarono di cancellare tutto ciò che faceva riferimento alla religione ebraica e durante le crociate furono massacrati insieme ai musulmani”.

Sono state tracciate in queste righe le principali caratteristiche che definiscono e differenziano quest’area: la geografia, la lingua e la religione. Ovviamente trattandosi di un’area estesa è difficile porre dei confini veri e propri.

Per come intendiamo il Medio Oriente oggi lo identifichiamo con alcuni stati principali: Turchia, Iran e l’Afghanistan; Iraq e Penisola Araba; i quattro stati del Levante: Libano, Siria, Israele- Palestina e Giordania con prolungamenti verso tutta la zona dell’Africa arabofona.

In queste zone l’Islam non è una semplice religione ma una complessa civiltà che influenza e scandisce i ritmi della vita e i comportamenti personali.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2021 da in Esperienze sul campo/Reportage, Geopolitica, Movimenti culturali, Senza categoria.
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