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Appunti di Cooperazione Internazionale

Q (anon) – Cospirazioni e realtà alterata

A cura di Alessandro Casiraghi

Durante la quarantena, una mia amica italiana mi ha girato un vocale su Whatsapp: un non ben specificato santone annunciava l’arrivo di un nuovo ordine mondiale grazie all’aiuto degli alieni. Nello sproloquio Trump veniva identificato come il promotore di un nuovo ordine, nonché paladino della giustizia. Il vocale era assurdo e non trovava alcun riscontro con la realtà. Ma sia la mia amica che io trovammo qualcosa di intrigante in quella narrazione. Offriva una via di fuga da un mondo che aveva tirato improvvisamente il freno a mano e non trovava più l’acceleratore per ripartire. Dopo lo scoppio della pandemia, eravamo entrambi storditi dalla rapidità con cui gli spazi, i tempi e i nostri stili di vita stavano cambiando. Eravamo disposti a non escludere anche le teorie più assurde pur di darci una spiegazione per quello che stava accadendo. E la spiegazione che offriva quel santone era immediata e semplice: ci sono dei buoni e ci sono dei cattivi, il grande risveglio dell’umanità è alle porte, e qualcuno si sta battendo per realizzarlo, e questo qualcuno è Trump. Per cui non mi sono stupito quando ho letto sui giornali americani che il fenomeno di QAnon stava esplodendo. 

Q e i suoi seguaci credono che il mondo sia governato da una cabala di pedofili adoratori di Satana che gestisce un traffico sessuale di minorenni a livello globale. Sempre secondo Q, a far parte di questo gruppo sarebbero figure di spicco del partito democratico quali Hillary Clinton e Barack Obama, celebrità di Hollywood come Oprah Winfrey e Tom Hanks, nonché figure religiose inclusi Papa Francesco e il Dalai Lama. Nella narrativa di Q tutti questi personaggi stanno tramando contro Trump. 

Non si conosce l’identità di Q (da qui “Anon” che sta per anonimo). Ma è lui stesso a sostenere che la sua credibilità deriva dall’avere accesso a documenti governativi secretati di categoria Q, tra cui quelli legati all’uso delle armi nucleari. Alcuni seguaci sostengono che Q sia lo stesso Trump. 

TAMPA, FL – JULY 31: A man wear a shirt with the words Q Anon as he attends a rally for President Donald Trump at the Make America Great Again Rally being held in the Florida State Fair Grounds Expo Hall on July 31, 2018 in Tampa, Florida. Some people attending either wore shirts with a Q or held signs with a Q and are reported to be part of a conspiracy theory group. (Photo by Joe Raedle/Getty Images)

Q ha postato il suo primo messaggio in codice il 30 ottobre 2016 su 4chan, un imageboard, ossia una piattaforma on line dove gli utenti (in forma anonima) pubblicano una foto per iniziare una discussione e poi intervengono per commentare. Q è stato costretto a trasferire la pubblicazione dei suoi messaggi da 4chan ad altre piattaforme come 8chan e 8kun perché queste venivano progressivamente oscurate. Il motivo? Perché alcuni utenti usano l’anonimato per diffondere messaggi razzisti, neo-nazisti e anti-semiti, trasformando questi spazi in veri e propri incubatori d’odio, strumenti di reclutamento di violenti nazionalisti bianchi e megafoni per i sicari di massa. L’assassino della sparatoria di El Paso, in Texas, aveva pubblicato il suo manifesto politico proprio su uno di questi gruppi di discussione poco prima di imbracciare il fucile e aprire il fuoco. In queste piattaforme online, Q è in grado di disintegrare la lettura razionale della realtà. Il meccanismo funziona così: Q pubblica un messaggio in codice farcito di abbreviazioni, profezie messianiche e toni sensazionali. I seguaci cercano di decifrarlo commentandolo assieme per arrivare ad un’interpretazione il più possibile condivisa, ma mai certa. In questo modo una nuova realtà alternativa, temporanea e mutabile viene costruita online, insieme, in forma anonima e segreta, commento dopo commento. 

Il 30 maggio 2019 QAnon e altre teorie cospirazioniste sono state catalogate come minaccia terroristica domestica da un report del FBI. Il timore è che i seguaci possano usare metodi drastici e violenti per difendersi da una minaccia esistenziale prodotta dalla loro realtà alterata. Per fare un esempio, nel 2016 un uomo armato di fucile ha percorso più di 500 chilometri con la sua macchina per arrivare a Washington con l’obiettivo di sgominare il traffico di bambini che alcune teorie cospirazioniste localizzavano nella cantina di una pizzeria. Una volta nel ristorante ha aperto il fuoco per entrare in cantina, ma una cantina nemmeno c’era. Altri annunci di Q non si sono avverati, come l’arresto di Hillary Clinton. Nonostante questo, il numero dei seguaci è continuato a crescere e la diffusione del suo verbo è sbarcata anche sulle piattaforme social più conosciute. Uno studioso ha rilevato che solo su Facebook esistono 179 gruppi che parlano di Q con più di 1,4 millioni di membri e da marzo i contenuti legati a Q sono aumentati del 651%. 

Lo stesso Trump è solito ritwittare i messaggi dei seguaci di Q, diffondendo così le teorie cospirazioniste ai suoi 80 milioni di followers. Quando hanno domandato a Trump se era al corrente di essere sostenuto da persone che credevano stesse salvando il mondo da un culto di pedofili satanisti e cannibali, lui ha riposto “Non ne avevo sentito parlare, ma…sarebbe una cattiva cosa o una buona cosa? Se posso salvare il mondo dai problemi, sono ben disposto a farlo!”. Altri politici repubblicani sostengono apertamente la validità delle teorie di Q

I seguaci di Q sono più vicini di quanto si possa pensare. Una mia amica bibliotecaria mi ha raccontato che una sua collega aveva speso un’intera giornata a parlarle di Q. “Era convintissima, e cercava di convincermi. Io sono rimasta scioccata. Come può una persona che ha studiato e che lavora circondata di libri credere in tutto questo?” 

Le teorie cospirazioniste hanno fatto sempre parte della storia. Di fronte a eventi incontrollabili, offrono una lettura alternativa della realtà per coloro che non si accontentano di banali risposte scientifiche. Ma diversamente dal passato, il fenomeno di QAnon trasforma le teorie cospirazioniste allo stesso tempo in un manifesto politico e in una profezia religiosa, facendo un uso strategico dei social media per ottenere un’espansione virale. Q è la nuova frontiera di impegno civico in cui politica, religione e videogame si mischiano in una combinazione letale. È una vera e propria arma di distrazione di massa per chi è disposto a credere a tutto pur di avere una risposta in un momento in cui la cosa più difficile è immaginare di pianificare il futuro. 

Se il numero delle persone che crede in Q e nelle teorie cospirazioniste continuerà ad aumentare, in un futuro non troppo lontano Q e i suoi compagni saranno il prossimo partito politico che i vecchi partiti dovranno sfidare, Q e i suoi discepoli saranno la nuova religione che regalerà alla storia il prossimo medioevo. Se per un caso fortuito Q mi stessi leggendo, anch’io ho un messaggio in codice per te: VafanQ. 

Per approfondire: Internazionale, Wikipedia, CNN.

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