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Appunti di Cooperazione Internazionale

Diritti e doveri

A cura di Omero Nessi

Sono un uomo fortunato. Sono nato in una famiglia, che a quei tempi veniva chiamata, proletaria. Oggi quell’etichetta non si usa più. Ma sono rimasto tale. Perché vivo unicamente del mio lavoro. Sono nato in occidente. Essere un bambino, in occidente, a maggior ragione in Italia, a Milano, negli anni settanta, è stata una enorme fortuna. Come può essere una fortuna aver passato la propria infanzia in un periodo di recessione, da figlio di proletario? Semplicemente perché ho avuto la possibilità di lottare, ogni minuto della mia vita, sin da giovanissimo, in un ambiente ostile. Ho avuto genitori che mi hanno fornito degli strumenti per poter affrontare tutto ciò.

Ho imparato il rispetto, che deve essere reciproco. Ho imparato l’educazione, che non deve sfociare nella soggezione. Ho imparato l’impegno, come unica fonte di risultati, che non deve sfociare in abnegazione. Ho imparato cosa sono i diritti, e che devono venire prima dei doveri; perché senza diritti i doveri assomigliano troppo alla schiavitù.

Quella che chiamano l’età evolutiva, per noi della generazione X, che abbiamo vissuto in città come Milano in quegli anni, è stata una scuola di vita. Schiacciati tra i boomers prima e i millenials dopo, la generazione X, una volta raggiunta l’età della ragione, non è stata in grado di influire significativamente sulle democrazie occidentali.

I boomers hanno lavorato di anticipo, senza grandi meriti, cronologicamente sono solo nati precedentemente, occupando i luoghi del controllo, prima sociale con la lotta operaia e studentesca, poi istituzionale, forti del consenso costruito negli anni degli scioperi di massa.

I millenials sono maturati in un mondo di cambiamento culturale, sociale e politico. Il crollo della contrapposizione tra Russia, col regime comunista e l’America capitalistica, ha innescato gli scenari che hanno portato alla cosiddetta globalizzazione. L’entusiasmo generale per l’abbattimento del muro di Berlino, simbolo per 28 anni della spartizione geopolitica del mondo tra i due blocchi contrapposti economicamente e socialmente, è stata una spinta verso la crescita esponenziale alla ricerca e allo sviluppo delle nuove tecnologie. Nati e cresciuti in simbiosi con i, allora nuovi, metodi di comunicazione e informazione hanno potuto imparare a capirli e utilizzarli con facilità.

La generazione X ha accusato il colpo passivamente, allontanandosi dalla ribalta culturale e sociale, principalmente, e di conseguenza politica. E’ venuto a mancare il collegamento tra precedente generazione e seguente nella trasmissione del sapere sociale tra chi ha ottenuto i diritti e chi avrebbe dovuto beneficiarne.

Quel brevissimo periodo, nella storia dell’umanità, in cui, oserei dire finalmente, si iniziavano ad applicare parte dei famosissimi diritti citati dalle varie convenzioni internazionali e dichiarazioni universali ha subìto un vuoto comunicativo.

Il perché, il come, il quando, ogni significante, necessari a perpetuare e stimolare l’ampliamento dell’applicazione dei diritti in ogni sfera della vita umana non sono stati trasmessi, quindi persi.

L’esercizio dei diritti è come l’esercizio fisico; appena smetti di allenarti è come non l’avessi mai fatto.

Abbiamo smesso di prestare attenzione alla vita sociale, troppo impegnati a coltivare il proprio orticello.

Gli addominali, a furia di non fare i piegamenti, passano velocemente da tartaruga a maniglie dell’amore.

Per far rispettare i propri diritti è necessario impegno costante, nell’informarsi, nel leggere, nel valutare le fonti. E’ un percorso pieno di ostacoli, in salita.

Le fonti primarie dei diritti sono la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Carta araba dei diritti dell’uomo, la Carta dei diritti umani dell’Asia, la Carta Africana (Banjul) dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli, la Convenzione Europea dei Diritti Umani. Non sono le uniche, ma se si volesse iniziare a capire quali siano i diritti inalienabili di ogni individuo, dal momento che fa capolino in questo mondo, iniziare da tali testi è fondamentale.

Questo è solo l’inizio, perché riuscire a conoscere i propri diritti non vuol dire riuscire a ottenerli. E’ necessario lottare strenuamente, perché ognuno di noi ha trovato ostacoli che sembrano insormontabili. Spesso tali ostacoli sembrano risiedere nelle istituzioni, in realtà sono solo altri individui che cercano di mantenere i propri privilegi. Sempre usano la parola magica doveri, per giustificare le imposizioni. Ognuno di noi posto di fronte alla parola magica doveri abbozza, perché chi non si prostra al divino dettato del peccato originale? Tu lavorerai con sudore! Tu partorirai con dolore!

Identificare l’ostacolo rende faticoso il percorso, e la maggior parte delle volte risulta più semplice desistere per non fare fatica, per non complicarsi la vita. La vita senza diritti è la più semplice che esista. Trovi qualcuno che ti dica cosa devi fare, lo fai, e il cinema è finito. Non è necessario neanche leggere, l’attività umana che sembrerebbe la più faticosa in assoluto.

Ora io vi identifico l’ostacolo principale, da cui conseguono tutti i seguenti.

L’ostacolo siete voi stessi. Volete una vita semplice. Meno scelte possibili. Tutto circoscritto. Preferibilmente da altri. Anche quando credete di essere voi a decidere, prediligete ciò che qualcun altro ha già predefinito.

E neanche vi accorgete.

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