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Appunti di Cooperazione Internazionale

KungFlu: due chiacchiere dall’interno

A cura di Davide Garlini

Dalla Sars alla Mers, passando per l’influenza “suina” H1N1. Questi sono solo alcuni dei numerosi virus, rimasti più o meno nella memoria collettiva, che hanno messo in allarme diverse aree del nostro pianeta nella storia recente. Con il Coronavirus la storia sembra ripetersi. Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni – la diffusione di continui aggiornamenti dalla Cina una conseguente preoccupazione generale – sembra essere un copione già vissuto.

Repubblica.it

Online già si sprecano articoli, post e video più o meno attendibili (alcuni lo sono al 100%, semplicemente fate attenzione alle fonti a cui vi affidate) sul nostro nuovo invisibile nemico chiamato Coronavirus 2019-nCoV. Data questa mole di informazioni – tra cui il lettore non avrà altro che l’imbarazzo della scelta – nonché la mia assoluta inesperienza medico-scientifica, scelgo semplicemente di riportare i passi più interessanti di una conversazione che ho avuto questa settimana con un caro amico residente in Cina, il quale mi ha raccontato in prima persona come “il Partito” e il Popolo gestiscono la situazione.

Sottolineo nuovamente che quanto segue non ha scopi medici, scientifici o sociali di alcun genere, è solamente la storia di un italiano in Cina a inizio 2020, condizione già di per sé piuttosto interessante.

Ciao Marco, innanzitutto come stai? Sto bene! Si tratta di una condizione piuttosto imprevedibile in questo momento in Cina, ma per ora tutto ok.

Com’è la situazione dall’interno? Raccontami qualcosa. Beh, a parte i dati statistici che sono sicuro conoscerai, il virus colpisce principalmente i soggetti deboli: bambini, anziani o persone già debilitate e ha un tasso di mortalità del 2%. Io lavoro in un parco a tema a Tianjin, il quale resterà chiuso fino a data da destinarsi.

E la zona del focolaio? Si tratta dell’area metropolitana di Wuhan ed è in stato di quarantena, nessuno entra o esce dal quel territorio. La distanza da casa mia è di più di 1000 kilometri ma ovviamente un virus si muove in fretta. Nella mia città sono stati riscontrati per il momento 13 casi.

ilpost.it

Qui in Italia sentiamo parlare di città fantasma e gente che non esce di casa, è davvero così? La Cina è grande! A Wuhan la strade sono praticamente deserte, i cittadini hanno fatto scorte alimentari e non escono praticamente mai, anche perché qualsiasi servizio o forma di intrattenimento non è in funzione, e la proverbiale “boccata d’aria” direi che non la vuole prendere nessuno al momento.

E dalle tue parti? Qui la vita continua ma l’emergenza si sente e si vede. Tutto il personale pubblico, dai poliziotti ai tassisti agli impiegati di uffici, stazioni o altro indossano mascherine di tipo N95 (chiamata così perché assorbe il 95% delle microparticelle), anche io me ne sono procurato una. Girando per le strade vedo quasi tutti indossarne una, mentre fino a poche settimane fa erano l’eccezione. Nei luoghi affollati quali stazioni o aeroporti controllano la temperatura. Giusto poco fa mentre andavo a trovare un collega, all’ingresso mi hanno fermato e provato la febbre. Ho ricevuto vari sms dal Ministero della salute con consigli vari su come affrontare la situazione e la prefettura di TEDA-Binhai (dove vivo) sta disinfettando le strade. Sembra quindi che la situazione sia presa molto sul serio, il ché è in un certo modo confortante.

So che abiti in Cina da anni. Sicuramente conosci il paese e le sue dinamiche. Ritieni che le autorità cinesi siano affidabili sui dati diffusi? Penso di si, non vedo motivi per non credere a quanto viene comunicato. Hanno tutto l’interesse a risolvere la cosa in fretta. Anzi, il Partito ha comunicato che qualsiasi amministratore locale colto a fornire dati non adeguati subirà “l’onta e la vergogna di fronte al popolo cinese e al Partito stesso”, penso possiate immaginare cosa può significare.

businessinsider.com

Com’è essere in mezzo, o comunque molto molto vicino, a un’emergenza epidemiologica? Direi che è davvero strano. Essere fermato più volte al giorno per farti provare la febbre, strade semideserte, luoghi di aggregazione e di culto chiusi ecc… è qualcosa che non si vede tutti i giorni. Sembra veramente un film. Io però sono tranquillo, pare che l’emergenza sia gestita molto bene. Mi sto solo annoiando molto! La situazione è strana ma a modo suo interessante.

Cosa prevedi possa accadere nei prossimi giorni o settimane? Un dettaglio effettivamente mi preoccupa un po’: siamo reduci dalle ferie per il capodanno cinese e moltissima gente ha viaggiato. Il primo caso della KungFlu risale a dicembre e gli aeroporti sono stati chiusi solo di recente. Dato che la malattia ha un periodo di incubazione di circa 15 giorni, tendo a prevedere un boom di casi fuori dalla provincia di Wuhan nei prossimi 20 giorni più o meno. In poche parole, esiste la possibilità che il peggio debba ancora venire. Questo è il vero punto interrogativo.

Hai qualcos’altro da raccontarci? Sì, che tre settimane fa avevo l’influenza e sono arrivato a 39 di febbre. Sembra ironico, ma potrei essermi già preso questo virus prima che scoppiasse l’emergenza, quindi prima che se ne parlasse, ed essermi fatto gli anticorpi senza saperlo. Io ora sto benissimo, vivo alla giornata come un po’ tutti qui in questo periodo.

Grazie della chiacchierata, questa volta più che mai: “stammi bene!” Grazie, anche voi.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 1 febbraio 2020 da in Asia, Salute, Sanità, Sicurezza con tag , , , , .
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