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Appunti di Cooperazione Internazionale

Alla ricerca della sicurezza

a cura di Omero Roberto Nessi

Uno dei temi che spinge la coscienza di ogni individuo ad avere opinioni e prendere decisioni è quello della sicurezza.

La sicurezza è un tema ancestrale, cementato ai geni di ognuno di noi sin da quando, appunto, si è formata una coscienza di sé nei nostri antenati. Si è sempre più complicata con l’aumento delle relazioni interpersonali, le scoperte e le invenzioni tecnologiche.

 

Oggi parliamo di questo argomento riferendolo a ogni aspetto della sfera umana. Dalla salute, passando per la stabilità lavorativa a cui consegue quella economica, intersecando la sicurezza sociale, ambientale, dai rischi delle nuove tecnologie, dai rapporti con le istituzioni, e chi più ne ha più ne metta. L’elenco è infinito, quanto il complesso delle attività umane.

Possiamo tranquillamente dire che la sicurezza è l’obiettivo comune, da raggiungere, per ogni persona.

Ognuno di noi cerca la propria risposta, su come si possa pervenire alla sicurezza nella vita, in base alle proprie credenze, percezioni personali, esperienze individuali, interpretazioni della realtà che lo circonda.

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Fonte: torange.biz

Nella sfera sociale, la politica, è veicolata da leader che indirizzano le opinioni personali rispetto al modello di Stato da ritenere preferibile, ed è delegata dai cittadini per trovare le soluzioni.

In assenza di una cultura personale strutturata, basata sulla conoscenza in primis della storia, dell’educazione civica e dell’attualità, soprattutto quella che valica i confini dei luoghi in cui si vive, la delega, che si effettua costituzionalmente col voto, si trasforma in un trasferimento assoluto di potestà che non ha nulla di differente da quella della monarchia; nel caso specifico oligarchia.

Analizzando il mondo in cui viviamo, l’opinione unanimemente condivisa è che la sicurezza generale è diminuita sensibilmente. Partendo da questo presupposto si può dire che i tentativi di soluzione sinora perpetuati non hanno ottenuto il risultato sperato.

Tra i temi, inerenti la sicurezza, che stanno a cuore ai cittadini occidentali, pare potersi individuare nell’immigrazione di persone che hanno origine, al di fuori dell’Unione europea. Ovviamente non tutti i migranti extracomunitari recano fastidio particolare ai cittadini europei. Principalmente si tratta di persone che, per svariati motivi, non hanno la possibilità di acquistare un biglietto aereo che gli permetta di raggiungere la città europea che desiderano.

Le soluzioni per prevenire e impedire, l’immigrazione effettuata tramite mezzi non regolamentati dalle leggi europee e dei singoli Stati, non hanno evidentemente ottenuto alcun risultato sulla sicurezza. L’unico effetto procurato è stato l’aumento delle sofferenze e morti tra i migranti.

La conferma di quanto esposto viene evidenziata dal fatto che gli Stati europei sono in perenne dibattito per risolvere tale questione, facendo come pendolo tra  cordoglio istituzionale per le vittime che periodicamente si hanno e dichiarazioni di chiusura totale alle invasioni annunciate.

La domanda “sorge spontanea”: perché, allora, ci si ostina a fare ciò che ha portato, agli inizi del secolo scorso, a due grandi guerre, e di seguito a innumerevoli conflitti; che sono costati all’umanità una quantità di sofferenza e morti immani?

Perché si è sempre fatto così. Non avete mai sentito questa frase? Forse l’avete detta qualche volta anche voi. Forse in una forma differente, ma col medesimo significato. Ha funzionato fino a ora quindi perché cambiare?

La questione è capire cos’è che ha funzionato?

Ha funzionato l’istituzione dell’ONU, quando ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) per incominciare.

In cosa ha funzionato?

Con tutti i suoi limiti e problemi ha permesso a noi occidentali di vivere per 73 anni, quindi il periodo più lungo della storia occidentale, senza guerre che coinvolgessero civili. In un mondo che è da quando è nato, sino a ora, è pervaso da conflitti armati.

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Fonte: flickr.com

Non hanno funzionato i nazionalismi autarchici, colonialisti ed espansionistici; gli interessi di pochi potentati a scapito della totalità della popolazione mondiale, che hanno impedito alla DUDU di poter essere applicata e goduta da ogni essere umano.

Consultando i più accreditati indici sulla qualità della vita, e nello specifico sulla sicurezza di ogni determinato Paese si nota che gli Stati in cui si applica maggiore repressione e controllo di polizia, in realtà, risultano quelli meno sicuri.

La fermezza e la repressione sulla criminalità non è direttamente proporzionale alla sicurezza della vita in un luogo. Viceversa è la diseguaglianza sociale ed economica che influisce maggiormente sulla qualità della vita, in ogni suo aspetto; compreso la sicurezza.

Frequentando i social network personali e a disposizione su Internet si può osservare, con estrema facilità, la difficoltà a riconoscere, negli interlocutori, la comunanza dello scopo, nelle diverse visioni di società.

Chi ha come priorità la propria sicurezza personale si arrocca sui sistemi di protezione storici, quali repressione e castigo, esclusione sociale, allontanamento. Sistemi sperimentati abbondantemente, ma che, è evidente, non hanno ottenuto la risoluzione del problema.

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Fonte: publicdomainpictures.net

Ciò nonostante sembra imprescindibile questa coazione a ripetere gli stessi metodi; che, a prescindere dal fatto siano inumani e lesivi della dignità degli individui, risultano indubbiamente  improduttivi.

La memoria sembra un’attività che possiede dei limiti. Può essere travisata, con estrema facilità.

La necessità di sicurezza è un mezzo estremamente agevole per indirizzare le opinioni.

A rendere complicato il dibattito, sul migliore dei mondi possibili, ha una evidente responsabilità la classe politica, in cerca perenne di consenso e soprattutto voti, che purtroppo, è doveroso dirlo, ci siamo scelti noi.

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