Leggerò Leggero: Appunti di Cooperazione Internazionale

Da Mata Hari a WikiLeaks: gli spionaggi contemporanei

A cura di Luca Martinengo

Cari lettori, eccomi ad allietarvi (o a disturbarvi?) questi giorni di caldo Ottobre.
Per presentare l’argomento partirei da una frase ad effetto, ma, a mio parere, molto utile:
100 anni fa venne fucilata Mata Hari.

Bene, ma chi era questa Mata Hari? Devo ammettere che prima di scrivere questo articolo pure io ero in grossa difficoltà sull’identificare tale importante personaggio storico.

Margaretha Gertruida Zelle, o più semplicemente Mata Hari, è, senza dubbio, la regina delle spie. Nata il 7 agosto 1876 nella Frisia olandese fu la sposa molto infelice di un uomo che aveva il doppio dei suoi anni, militare di stanza nell’esercito in India, nonché un grande bevitore. Margaretha passò cinque anni della sua vita nelle terre orientali, dove apprese l’arte della danza del ventre. Tornati in Europa, poiché il marito aveva, nel frattempo, raggiunto l’età pensionabile, si trasferirono a Parigi. Qui andò in scena il divorzio tra la coppia.

Margaretha, rimasta sola e persa anche la figlia che fu affidata all’anziano ex marito, cominciò ad esibirsi come ballerina in alcuni locali della capitale francese, proponendo danze dal sapore orientaleggiante. Fu notata, durante uno dei suoi spettacoli, da un aristocratico, tale Monsieur Guimet, industriale e collezionista di oggettistica orientale, che le propose di esibirsi nel suo museo personale. Questo salto verso un palcoscenico importante la indusse a cambiare nome: serviva qualcosa di più esotico. Scelse, quindi, di abbandonare il troppo borghese ed europeo Margaretha Gertruida Zelle per aprirsi a Mata Hari, di origine malese, che letteralmente vuol dire “Occhio dell’Aurora”.

Fu un grande successo, tanto che cominciò ad esibirsi in locali prestigiosi di Parigi come il Moulin Rouge, il Trocadéro, il Café des Nations e la curiosità intorno a questa ballerina crebbe a vista d’occhio. Fu soprannominata da importanti giornali come Le Figaro, Le Canard e Le Parisien come, rispettivamente, la donna che è lei stessa danza, “artista sublime”, e come colei che riesce a dare il senso più profondo e struggente dell’anima indiana e venne invitata ad esibirsi nei maggiori teatri europei dove molti aristocratici e nobili pretendenti cominciarono a volerla in moglie. Nel 1906 fece una turnée in Spagna dove ebbe grande successo grazie al suo modo di danzare, esotico e carico di erotismo. Nel 1911 partecipò al Teatro della Scala di Milano alla Armida di Gluck, tratta dalla Gerusalemme liberata del Tasso, nel ruolo del Piacere.

Nel 1914, mentre si trovava a Berlino per preparare un nuovo spettacolo, ci fu l’assassinio del principe ereditario austriaco che diede l’inizio alla Prima guerra mondiale. Durante questo periodo Mata entrò in contatto con numerosi ufficiali dei vari schieramenti contrapposti facendo in modo che il doppio gioco diventasse la sua nuova occupazione: fu spia sia degli olandesi e dei francesi che dei tedeschi.

Trasferitasi in Spagna, rimase in contatto sia con Arnold von Kalle, addetto militare tedesco che con il colonnello Denvignes, dell’ambasciata francese. A quest’ultimo rivelò le manovre tedesche al largo delle coste del Marocco. Questo scambio di informazioni la tradì e da Berlino decisero di disfarsi della spia: rivelarono al controspionaggio francese che lei era in realtà un’informatrice tedesca. Quando la donna rientrò a Parigi, nel 1917, venne arrestata e rinchiusa nel carcere di Saint-Lazare, dove, il 15 ottobre dello stesso anno fu uccisa con undici colpi di fucile, di cui solo tre la colpirono.

Dopo aver presentato una delle spie più importanti del’900, facciamo un grande passo in avanti arrivando ai nostri giorni. Più precisamente il 2006, anno in cui l’Italia calcistica gioiva in terra tedesca, e dove si registra la nascita di WikiLeaks. Ribattezzata la “primula rossa dell’era dei computer“, WikiLeaks, in italiano “fuga di notizie”, si presenta come un’organizzazione formata da volontari tenuti nell’anonimato. Un gruppo che sfruttando fonti anonime riesce a venire in possesso di documenti “top secret” riguardanti la politica internazionale, caricandoli sul sito della piattaforma e mettendoli a disposizione di tutti gli utenti.

Il loro grande scopo è quello di informare l’opinione pubblica di pratiche governative che paiono non essere particolarmente positive e quindi contrarie all’etica ed al rispetto della vita umana. Vengono infatti alla luce, nei diversi anni di attività del gruppo, numerose informazioni scottanti: dai manuali delle guardie di Guantanamo, comprese le torture che venivano poste in essere, nel 2007, alle email hackerate di Sarah Palin, candidata del tempo alla Casa Bianca, passando poi a documenti importanti riguardanti l’Afghanistan e l’Iraq.
Fu proprio in questo periodo che salì alla ribalta la figura di Julian Assange, hacker, identificato poi come fondatore della stessa organizzazione.

Degno di nota è il cosiddetto Datagate o più comunemente chiamato “Caso Snowden”, che identifica una serie di rivelazioni sulle attività di sorveglianza di massa nei confronti dei cittadini statunitensi e straniere compiute dall’agenzia statunitense NSA sin dal 2001. Le attività proseguirono per circa 10 anni.

Il caso fu aperto a seguito delle pubblicazioni da parte di alcuni quotidiani importanti, tra cui il The Guardian, di alcuni documenti riservati e diffusi da Edward Snowden, ex consulente dell’NSA entrato in possesso dei file mentre lavorava per la Booz Allen Hamilton, azienda collaboratrice del dipartimento della difesa e dei servizi segreti degli Stati Uniti.

Inutile dire che questa divulgazione sollevò il cosiddetto polverone che non risparmiò nessuno, da politici americani a personaggi di spicco internazionale.

Snowden dirà di aver fatto tutto per proteggere la privacy dei cittadini e la costituzione americana. Questo gli varrà la consegna di alcuni premi, tra cui il premio Whistleblower, pensato da alcune associazioni per i diritti umani della Germania per il suo impegno sulla diffusione di dati e di informazioni nel mondo.

Concludo con una frase che fin da bambini ci perseguita: chi fa la spia non è figlio di Maria… ma, se questo serve a mettere in chiaro informazioni importanti per la comunità, ben vengano questi NON figli.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 ottobre 2017 da in spionaggio con tag , , , , , .
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