Leggerò Leggero: Appunti di Cooperazione Internazionale

Guida Leggera al G7

A cura di Luca Martinengo

Ciao a tutti cari lettori. Oggi mi cimenterò in un’impresa abbastanza ardua: farvi digerire in maniera leggera tutte le informazioni possibili riguardanti il G7. In particolare cercherò di riassumervi la storia, chi sono i partecipanti ma soprattutto… perché si fa questo G7, così da essere pronti e critici per il prossimo summit che si terrà a Taormina il 26 ed il 27 maggio 2017.

STORIA

Il G7, dove la “G” sta sia per “gruppo” sia per “grandi”, inteso come forum politico di dialogo tra i diversi leader delle principali democrazie industrializzate, nasce da un’esigenza di emergenza che si ebbe nel mondo a seguito delle due grandi crisi che avevano colpito il sistema finanziario ed economico internazionale all’alba degli anni settanta del secolo scorso: il crollo del sistema di Bretton Woods e la crisi energetica del 1973.
Il primo grande summit fu nel 1975 quando il presidente francese Valéry Giscard d’Estaing invitò i leader della Germania (allora Repubblica federale di Germania), del Regno Unito, dell’Italia, degli Stati Uniti e del Giappone a Rambouillet per parlare e discutere dei problemi creati dalle crisi sopracitate.
Direte… ne hai elencati 6… non 7… infatti il settimo paese, il Canada, si unì l’anno successivo, il 1976. Da quegli anni si decise di incontrarsi annualmente per coordinare le strategie politiche ed economiche mondiali.
Nel 1994, durante il summit svoltosi a Napoli, venne coinvolta anche la Russia dando luogo al G7+1 o più semplicemente al G8. Il primo summit presieduto da Mosca si tenne nel luglio 2006 a San Pietroburgo, il secondo invece era originariamente programmato a Sochi nel 2014 ma fu spostato a Bruxelles e presieduto eccezionalmente dall’UE, questo perché con l’inasprirsi della crisi in Crimea gli altri paesi partecipanti decisero di escluderà la Russia dagli incontri. Il prossimo sarà il quarto summit senza Mosca.

Primo summit a Rambouillet 1975

NUMERI

Secondo i dati OCSE 2015 i sette Stati producono il 32,2 per cento del PIL del pianeta, il 34,1 per cento delle esportazioni mondiali e il 36,7 per cento delle importazioni. Nonostante ciò però bisogna sottolineare che, soprattutto dagli anni Novanta, c’è stato un coinvolgimento delle economie dei Paesi in via di sviluppo. Infatti all’interesse iniziale per le questioni legate alla stabilità finanziaria ed economica si è affiancata la sensibilità verso altri temi molto importanti quali lo sviluppo dell’Africa, il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e la risoluzione delle crisi internazionali.

IL G7 DI TAORMINA E DI COSA SI PARLERÀ

Il prossimo summit è organizzato per il 26 ed il 27 maggio 2017 a Taormina, in Sicilia, e sarà presieduto dal presidente del Consiglio italiano Paolo Genitloni. Gli altri rappresentanti presenti saranno il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro giapponese Shizo Abe, il primo ministro canadese Justin Trudeau, la prima ministra britannica Theresa May ed Emmanuel Macron, fresco di nomina quale presidente della Repubblica francese. Ci saranno anche degli esponenti dell’Unione Europea quali il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ed il presidente del Consiglio europeo Donal Tusk.
Presso la cittadina siciliana si presenteranno pure rappresentanti della società civile, alcune organizzazioni internazionali e capi di Stato ospiti.

Teatro antico di Taormina

I temi che verranno affrontati durante il summit in terra sicula riguarderanno alcuni dei conflitti più sanguinosi scatenati nell’area mediterranea e mediorientale (Siria, Libia, Yemen tenendo sempre in considerazione anche ciò che sta accadendo nell’area del continente africano) nonché la lotta al terrorismo islamico, entrata, di nuovo e prepotentemente, all’interno delle nostre vite negli ultimi giorni. Interessante saranno anche le discussioni relative alle relazioni-pressing sulla Russia dove, molto probabilmente, si confronteranno due visioni diverse: da una parte (Germania) chi vuole una limitazione del raggio d’azione di Putin e dei suoi principali alleati nell’Est Europa; dall’altra (Donald Trump e le lobby energetiche dominanti in Italia) chi vorrebbe un nuovo coinvolgimento nel G7 di Mosca.
Altro punto che verrà toccato saranno le “emergenze”provocate dalle migrazioni mondiali, al fine di rafforzare delle alleanze politico-militari per cercare di arginare (?) la fuga di milioni di persone da guerre, da persecuzioni e da ogni altro genere di crimine socio-ambientale. Scelte molto avventate che incideranno molto sulla vita e sulle libertà dei cittadini dei paesi membri del G7, e non solo: massiccia presenza militare in punti strategici interni e una restrizione delle libertà fondamentali, quali quella di movimento.
Si parlerà anche di crisi mondiale, delle sfide energetiche della tutela ambientale, della sicurezza alimentare e del clima.

Si è deciso di svolgere il G7 in Sicilia non casualmente. L’isola ha assunto un ruolo molto importante nello scacchiere geopolitico mondiale: l’installazione a Niscemi del terminale terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate USA; la trasformazione della grande base di Sigonella in uno dei maggiori centri per la operazioni dei droni USA, NATO e UE; l’uso costante degli scali aerei di Trapani-Birgi e Pantelleria per i bombardamenti e le attività di spionaggio top secret in Nord Africa; i devastanti processi di militarizzazione che hanno investito Augusta (hub navale Usa e NATO), Lampedusa, ecc., sottolineano quanto l’isola stia diventando militarmente strategica. A ciò si aggiunge il ruolo centrale assunto dalla Sicilia per conto dell’Unione europea e dell’ agenzia di controllo delle frontiere esterne Frontex nelle politiche di contrasto delle migrazioni, con la trasformazione di sempre maggiori aree urbane ed extraurbane in hotspot e “centri-lager” dove detenere in condizioni disumane chi è scampato ai naufragi e ai bombardamenti (a Trapani-Milo, Lampedusa, Pozzallo e presto anche a Messina e Mineo).

Non mi resta che augurare buon lavoro ai grandi Capi e che la saggezza sia con loro.

Ah… è il primo G7 in Italia senza Berlusconi……….

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Un commento su “Guida Leggera al G7

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Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2017 da in Geopolitica con tag , , , , .
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