Leggerò Leggero: Appunti di Cooperazione Internazionale

Sharing economy

A cura di Riva Carlo

Nel 2011 Bryan Walsh, senior editor al Time Magazine ha affermato che “la sharing economy è una delle dieci idee destinate a cambiare il mondo di domani”. Per saperne di più >>

Ma in concreto, di che cosa si tratta?

Riportando la definizione della Commissione Europea: “si riferisce a modelli imprenditoriali in cui le attività sono facilitate da piattaforme di collaborazione che creano un mercato aperto per l’uso temporaneo di beni o servizi. Coinvolge tre categorie di soggetti:

  1. i prestatori di servizi che condividono beni, risorse, tempo e/o competenze;
  2. gli utenti di tali servizi;
  3. gli intermediari che mettono in comunicazione — attraverso una piattaforma online — i prestatori e utenti e agevolano le transazioni tra di essi”. Per saperne di più >>

Traducendo in italiano, “sharing economy” può essere interpretata come economia della condivisione, le cui caratteristiche principali sono:

  • Condivisione vs proprietà: si basa sull’utilizzo in comune di una risorsa. E’ un modello economico basato sulla condivisione di beni e servizi, e quindi non più sulla proprietà e sull’acquisto ma piuttosto sul riutilizzo, riuso, condivisione;
  • Relazione orizzontale (peer-to-peer) tra soggetti di pari dignità che si scambiano beni e servizi basandosi su reciproche promesse;
  • Fiducia: lo sviluppo tecnologico supporta e rende possibile relazioni digitali, infatti permette il contatto tra persone sconosciute ma che hanno una stessa necessità.
immagini-sharing-economy

La condivisione tra persone

Un po’ di dati:

Per avere un’idea del potenziale impatto di questa economia, si può fare riferimento ad un recente studio condotto da Price Waterhouse Coopers. Si stima che il giro di affari in Europa potrebbe valere, in termini di volumi di transito, cinquecentosettanta miliardi di euro entro il 2025. Per saperne di più >>

Secondo un report realizzato sempre da PwC nel 2015 le piattaforme hanno raggiunto entrate pari a quattro miliardi di euro.

Esempi:

Navigando si possono trovare tantissimi esempi di piattaforme collaborative. Le possibilità sono numerose e gli imprenditori sono sempre alla ricerca di nuove combinazioni. Per facilità, le suddivido in quattro settori chiave:

  • TRASPORTI:

    L’idea di base è semplice: condividere il viaggio. Tra le piattaforme più note si trovano:
    “Bla Bla Car” mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo delle proprie auto con persone in cerca di un passaggio che viaggiano verso la stessa destinazione. Per saperne di più >>
    “Uber” un’auto viene a prenderti dove preferisci e l’autista ti accompagna alla tua destinazione. Per saperne di più >>
    Particolare è il portale Wheeliz: un sito di car sharing dedicato al noleggio di veicoli attrezzati per le persone dalla mobilità ridotta, tra i privati. Per saperne di più >>
    Per condividere viaggi in pulman Per saperne di più >>
    Altri esempi sono i servizi di BikeMI (Per saperne di più >>), Car2Go (Per saperne di più >>) o Enjoy (Per saperne di più >> ) disponibili in moltissime città e che consentono di prendere in prestito bici o automobili e pagarne l’effettivo utilizzo.

  • ALLOGGI:

    Dove alloggiare quando si visita una nuova città? Rispondono a questa domanda un’infinità di piattaforme e non solo (bed&breakfast, affittacamere). Tra le più note:
    “Airbnb” è un portale dove le persone possono pubblicare, scoprire e prenotare alloggi. Chi ha una o più camere disponibili nella propria abitazione può affittarle ai viaggiatori che vogliono conoscere una determinata città. E’ presente in 191 paesi e conta più di 60 milioni di ospiti. Per saperne di più >>
    “Couchsurfing” è un servizio di scambio di ospitalità e servizio di rete sociale. E’ disponibile in 200 000 città e conta 12 milioni di membri. Per saperne di più >>
    “Homeway” permette di trovare la casa per trascorre le proprie vacanze. Per saperne di più >>

  • SERVIZI:

    Nella quotidianità a chiunque può capitare di essere in difficoltà nel fare qualche piccola faccenda domestica, piccole riparazioni, mobili da sistemare, rubinetti da aggiustare. Insomma, tanti piccoli problemini per cui spesso non vale la pena rivolgersi a un’azienda vera e propria. Per questo ci pensano piattaforme come:
    “husbandforrent” offre lavori di casa e di giardino, dal cambio della lampadina alla ristrutturazione completa della casa. Per saperne di più >>
    “Upwork” dove si possono trovare freelance a cui affidare i servizi necessari. Per saperne di più >> “fubles” per organizzare partite di calcetto Per saperne di più >>
    “gnammo” dedicata al cibo Per saperne di più >>
    “just eat” consente di trovare subito locali che fanno consegne a domicilio nella tua zona Per saperne di più >>
    “twago” individui e aziende trovano gli esperti di cui hanno bisogno per i loro progetti, mentre freelance e agenzie trovano lavoro e nuovi clienti. Per saperne di più >>

  • FINANZA:

    In questo ambito l’esempio migliore è dato dal crowdfunding. Per chi volesse, rimando ad un recente articolo proposto dal blog. Per saperne di più >>

Molte piattaforme sono state al centro di polemiche. E’ giusto precisare che il concetto di economia condivisa non è stato ancora completamente analizzato dal punto di vista delle norme legali e comportamentali da applicare. E’ ancora un territorio inesplorato.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2017 da in Finanza Etica con tag , , .
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