Leggerò Leggero: Appunti di Cooperazione Internazionale

Se non ora, quando…

A cura di Nicola Ghilardi

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L’Associazione “IL PORTO” onlus è attiva sul territorio bergamasco dal 1994 intraprendendo fini di solidarietà nel reciproco rispetto delle diverse culture. Gli obiettivi che spingono i volontari da più di vent’anni sono: la voglia di conoscere ed approfondire la realtà dell’immigrazione in Italia, il desiderio di creare relazioni di solidarietà con persone che hanno proprie culture ed esigenze, la volontà di dare un aiuto concreto alle persone immigrate, sollecitando le istituzioni affinché si prendano carico dei problemi e dei bisogni primari degli immigrati, la sensibilizzazione della società civile alla conoscenza delle cause del fenomeno migratorio, all’ospitalità verso l’altro e alla condivisione dei problemi mondiali. Infine, ma non di secondaria importanza, stabilire e sviluppare contatti sistematici con enti ed associazioni aventi scopi analoghi.

Tra le attività principali dell’associazione sono inseriti i progetti educativi; nel corso della loro ventennale esperienza i volontari hanno percepito l’importanza che ha l’educazione in un progetto di accoglienza, modificando il loro approccio da: cosa fare con gli immigrati, a cosa fare insieme agli immigrati, un aspetto fondamentale per oltrepassare il concetto di emergenza e lo spirito di carità che muoveva le prime iniziative. Durante l’anno 1997 con l’aiuto e la collaborazione dei fondatori dell’Associazione di Ponte San Pietro (BG) nasce anche la Sezione di Dalmine (BG); ogni sede presta ascolto alle urgenze e cerca soluzioni alle necessità dei Migranti attraverso l’organizzazione di attività interculturali per facilitare l’incontro e il dialogo, per migliorare l’integrazione e la conoscenza creando presupposti per la convivenza nel rispetto dei diritti, dei doveri e delle diversità. La missione de “IL PORTO” è organizzare e sostenere in collaborazione con le Amministrazioni Comunali, le realtà sociali, economiche ed ecclesiali attività e iniziative rivolte all’integrazione dei nuovi cittadini, necessarie al dialogo futuro della nostra comunità. Per saperne di più >>>

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In questo momento di assordante silenzio, le donne e gli uomini dell’associazione bergamasca “IL PORTO” hanno condiviso il seguente comunicato: Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei.

” Pochi giorni fa, come abbiamo saputo dai principali media e quotidiani italiani è avvenuta la più grave sciagura del mare dal dopoguerra, le prime stime fatte dalla Guardia Costiera parlavano di oltre 700 persone naufragate nelle acque del Mar Mediterraneo con un bilancio di solo 28 superstiti. Negli stessi giorni l’associazione “IL PORTO, gruppo accoglienza migranti Dalmine – Ponte San Pietro – Bergamo”, stava organizzando a Dalmine (BG) delle iniziative e delle serate in memoria di Don Gallo, esprimendo la propria posizione favorevole riguardo l’accoglienza nel comune di Dalmine dei richiedenti asilo e rifugiati. Questo progetto affidato alla “Caritas” è stato accolto favorevolmente dall’Amministrazione comunale che ha dato a disposizione dei locali comunali (un ex-asilo) ormai in disuso. Tutto ciò ha causato la mobilitazione degli esponenti della Lega Nord di Dalmine in una “raccolta firme” denominata: “Brembo nostrum” contro il progetto di accoglienza. Questa occasione è stata utilizzata dal leader leghista Matteo Salvini che a più riprese si è presentato a Dalmine facendo propaganda elettorale accusando le istituzioni di “sprecare” i soldi dei cittadini per degli immigrati clandestini, dimenticandosi la procedura necessaria per ottenere lo “status di rifugiato”. Per questo motivo Sabato 25 aprile 2015 davanti al Comune di Dalmine dalle ore 09:00 alle 12:00 sarà organizzato un presidio a supporto del diritto di asilo e di accoglienza per i rifugiati. Inoltre Domenica 26 aprile dalle ore 10:15 “IL PORTO” sarà presente alla Festa di Liberazione e parteciperà al corteo di Piazzale Marconi (BG).

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L’associazione “IL PORTO” condivide e appoggia la scelta dell’amministrazione di dare il suo assenso a ospitare 50 persone richiedenti asilo, una scelta civile di protezione verso coloro che non hanno altra scelta se non quella di fuggire dal proprio Paese, teatro di guerra, persecuzione e violenza. Non c’è dubbio che nel corso di questi ultimi tempi l’immigrazione da parte di popoli extraeuropei  sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti. La gente rimane sbigottita quando succede una catastrofe, quando decine di immigrati sprofondano nel mare per un naufragio, ma poi prevale il disagio, l’insofferenza nel vederci invadere da questa moltitudine non gradita. Le cause vere di questa tragedia vanno cercate con umanità, perché si tratta di esseri umani che sfuggono alla guerra, alla fame ed a una vita senza futuro.

Va sconfitta la logica della guerra, che nasconde sempre interessi economici immorali, da quelli delle multinazionali produttrici di armi a quelli delle industrie interessate al saccheggio delle materie prime. La fuga dalla guerra e dal terrore, oltre che provocare lo sgretolamento del tessuto sociale della martoriata regione, segna la sconfitta di ogni principio di civiltà, di convivenza e di democrazia. Insieme dobbiamo sognare e impegnarci a costruire una comunità internazionale, che bandisce la guerra e riconosce i diritti dei popoli attraverso un continuo impegno per la giustizia sociale. Siamo coscienti che quello che sta succedendo è un dramma dell’umanità che va affrontato in maniera globale, politica ed economica: non è un problema di un solo Stato. Condividiamo, con chi si sta mobilitando a chiedere il diritto di asilo europeo, l’apertura di un canale umanitario per l’acquisizione di questo diritto. Appellandoci alla responsabilità dei governi europei, sottolineiamo la necessità che l’Europa cambi profondamente la sua politica sia per quanto riguarda il controllo delle frontiere nella gestione delle crisi umanitarie sia in merito al diritto d’asilo.

Insieme, amministrazioni, associazioni, cittadini, parrocchie, sindacati, forze sociali e politiche, istituzioni e scuole, sono chiamati ad un impegno condiviso per rendere sempre più centrale un lavoro educativo che promuova il valore della solidarietà e della giustizia. Riteniamo urgente che una Dalmine solidale trovi energie nuove per costruire un progetto di aiuto e di accoglienza ai richiedenti asilo e rifugiati e sostenga una politica dell’immigrazione sul nostro territorio per rafforzare il valore di qualsiasi vita, dai rifugiati, a coloro che vivono situazioni di disagio sul nostro territorio.

Pensiamo che l’accoglienza sia una risposta efficace per far fronte alla cultura della paura, dei pregiudizi e dell’indifferenza promossa da chi continua a creare un clima di diffidenza, tensione e inciviltà, anche per freddi e cinici giochi elettorali e di potere, sfruttando tragedie come la guerra, la malnutrizione e l’assenza di qualsiasi diritto civile. Come associazione siamo sicuri che le città aperte siano più sicure “.

Dalmine, 19 aprile 2015

IL PORTO onlus

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2 commenti su “Se non ora, quando…

  1. Pingback: Se non ora, quando… – nicolaghilardi

  2. Franco
    23 aprile 2016

    Bella storia

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2015 da in Migrazioni con tag , , , , .
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