Leggerò Leggero: Appunti di Cooperazione Internazionale

Lo sforzo comune per un mondo diverso: Obiettivi di Sviluppo del Millennio

A cura di Luca Solesin

Il 2015 è un anno molto importante per la cooperazione internazionale e in particolare per le Nazioni Unite. Nel 2015 scadono infatti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questi Obiettivi sono meglio noti con il loro acronimo inglese MDGs  (Millennium Development Goals) e sono una agenda di sviluppo internazionale (ossia una sorta di “lista” di cose da fare tutti insieme per lo sviluppo) ideata e sostenuta da (quasi) tutta la “famiglia” delle Nazioni Unite.

Diciamo “famiglia” perché le Nazioni Unite non sono un’Organizzazione “semplice” come può essere una normale azienda con i suoi uffici, ma è composta da molteplici istituzioni con un diverso grado di dipendenza/parentela fra di loro e con le Nazioni Unite di New York: i Fondi e i Programmi (come ad esempio l’UNICEF United Nations Children’s Fund e l’UNDP United Nations Development Programme) sono solo “cugini” delle Agenzie Specializzate (come l’UNESCO United Nations Educational Scientific and Cultural Organization o la WHO World Health Organization). E a volte capita che i fratelli siano in netto disaccordo fra di loro e che abbiano posizioni contrastanti e contradditorie! Per saperne di più >>

Nel settembre del 2000 gli allora 189 Stati Membri delle Nazioni Unite (oggi sono 193 con le neo entrate Svizzera (!), Sud Sudan, Timor Est, Tuvalu), dopo un lungo processo di consultazione, ed eredi delle quattro “decadi dello sviluppo” (anni ‘60, ‘70, ‘80 e ’90), firmano una dichiarazione (Millennium Declaration) in cui fissano 8 obiettivi da raggiungere entro il 2015:

  1. Sradicare la povertà estrema e la fame
  2. Rendere universale l’istruzione primaria
  3. Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne
  4. Ridurre la mortalità infantile
  5. Migliorare la salute materna
  6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie
  7. Garantire la sostenibilità ambientale
  8. Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.

Goals DEF

Questi obiettivi, per quanto possano sembrare semplicemente una bella lista dei desideri, hanno una certa dose di praticità. Non dobbiamo dimenticarci infatti che l’ONU ha 4 funzioni principali stabilite dalla Carta delle Nazioni Unite (del 1945) e l’iniziativa degli MDGs risponde a due sue funzioni: 1) mantenere la pace e la sicurezza internazionale, 2) sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, 3) cooperare nella risoluzione dei problemi internazionali e nella promozione del rispetto per i diritti umani, 4) rappresentare un centro per l’armonizzazione delle diverse iniziative nazionali. Per saperne di più >>

Innanzitutto quando si guardano le agende internazionali (non esiste solo questa, anche se è la più famosa, più importante e quella che si propone di essere la linea guida di tutte le altre agende) non bisogna mai fermarsi agli obiettivi ma guardare ciò che li compone: i target. I target sono infatti dei “sotto obiettivi” che ci permettono di vedere che cosa si vuole raggiungere e come declinare un po’ più nel concreto il macro obiettivo. Per esempio l’obiettivo 1 -sradicare l’estrema povertà e la fame- ha 3 target specifici: 1) ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive con meno di 1,25 dollari al giorno, 2) garantire una piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutti, 3) dimezzare la percentuale di popolazione che soffre la fame. Per tutti gli otto obiettivi sono stati prodotti complessivamente 21 target. Per saperne di più >>

Per capire ancora meglio cosa viene misurato nei target si devono guardare quali indicatori sono stati scelti. Gli indicatori infatti sono la variante principale che permette di stabilire non solo se un obiettivo è stato raggiunto, ma anche in quale direzione si muoveranno gli Stati per la sua realizzazione. Es: l’obiettivo 2 – rendere universale l’istruzione primaria- ha come indicatori i tassi di scolarizzazione e il numero di bambini che finiscono la scuola: uno Stato, per dire di aver raggiunto questo obiettivo, si preoccuperà solamente di “stivare” bambini nelle classi per tutta la durata della scuola primaria e magari non si preoccuperà di fornir loro adeguati strumenti per l’apprendimento. (Su questo si apre un grande tema legato al rapporto fra obiettivo 2 degli MDGs e l’agenda educativa UNESCO chiamata Educazione Per Tutti, ma questa è un’altra storia).

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non sono stati raggiunti ma molti progressi sono stati fatti: è anche vero che nessuno si aspettava che davvero si potessero raggiungere. Ogni anno viene prodotto il MDGs Report (è breve, una 50ina di pagine, nelle 6 lingue ufficiali dell’ONU) in cui si mostrano i progressi del mondo in tutti gli otto obiettivi. Consiglio vivamente di dare un’occhiata a quello del 2014, l’ultimo prodotto: http://www.un.org/millenniumgoals/reports.shtml.

Molte sono le criticità: una di queste si basa sulla convinzione che questa agenda è fortemente pensata dai paesi del Nord per i paesi del Sud, poiché di tutti gli obiettivi quello su cui si sono concentrati di più gli sforzi internazionali è il primo, che mira a risolvere un problema più caratteristico del Sud (nonostante buoni progressi, si stima che 700 milioni di persone vivono ancora in povertà assoluta di cui il 33% in India e il 13% in Cina; si stima inoltre che 842 milioni di persone nel mondo soffrono la fame). Ciò risulta critico per molti motivi fra cui quello di prorogare la “sottile” dominanza politica del “io ricco” decido cosa devi fare “tu povero”. Inoltre, i due obiettivi in cui era richiesto uno “sforzo” maggiore da parte dei “paesi sviluppati” (il settimo e l’ottavo obiettivo) non solo non sono stati raggiunti, ma molti indicatori hanno registrato un peggioramento. Le emissioni di CO2 sono aumentate del 50% invece che diminuire, le risorse idriche rinnovabili sono diventate sempre più scarse, il numero di persone che vivono negli slum cresce (863 milioni) ecc.

L’altra criticità è più generale e riguarda l’efficacia e l’efficienza della struttura degli obiettivi di sviluppo e, inoltre, del sistema delle Nazioni Unite. Molti criticano le Nazioni Unite per costare moltissimo (i dati sui costi sono difficili da trovare e complessi da spiegare) e servire a poco. Nel 2013 il budget dell’ONU senza Agenzie Specializzate è stato attorno ai 60 miliardi di dollari: molto, certo, ma poco se lo si compara ai 1748 miliardi utilizzati nello stesso anno per le spese militari, stando ai dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).

A partire dal 2012, Ban Ki-Moon ha avviato 3 percorsi diversi: 1) avviare iniziative per dare una spinta al raggiungimento degli obiettivi entro il 2015 (come per esempio la Global Education First Iniziative per il raggiungimento del secondo obiettivo); 2) avviare un processo di valutazione dell’esperienza degli MDGs; 3) avviare la progettazione dei nuovi Obiettivi di Sviluppo.

A settembre di quest’anno, quando scadranno i vecchi obiettivi, ne verranno firmati di nuovi . La progettazione è stata lunga e complessa. Tutta la “famiglia”, tutti gli Stati, tutte le ONG e la società civile ci ha lavorato per 3 anni senza sosta. L’Italia ha contribuito in vari modi: in particolare con il Tavolo Interistituzionale e il Gruppo tematico sul contributo italiano all’agenda “post 2015”. Per saperne di più >>

Ad oggi la nuova agenda proposta, ma che deve ancora essere sistemata, rivista e approvata, è quella che proviene dall’Open Working Group (costituito in seguito alla Dichiarazione di Rio+20). La nuova agenda sarà formata da un numero ancora imprecisato di obiettivi (la proposta è 17 ma sicuramente verranno ridotti) che verranno chiamati Sustainable Development Goals (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) e durerà altri 15 anni. Per saperne di più >>

Rio 20

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5 commenti su “Lo sforzo comune per un mondo diverso: Obiettivi di Sviluppo del Millennio

  1. Giò
    14 marzo 2015

    che articolo palloso…mamma mia… viviamo in un mondo già abbastanza triste….ma se leggo voi mi fate scendere il latte alle ginocchia….per fortuna che si chiama leggerò leggero….già dopo le prime tre righe mi stavo addormentando…

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  2. Leggerò Leggero
    14 marzo 2015

    Gentile Lettore,
    Ci dispiace che gli argomenti di cui abbiamo parlato non le siano piaciuti, o meglio, l’ abbiano annoiata. Come spiegato nella nostra presentazione, “Leggerò Leggero” è un blog che si occupa di proporre in modo Leggero (da leggersi “semplice”, non “superficiale”) argomenti di Cooperazione Internazionale che, normalmente, leggeri non sono. Questo non implica che siano o saranno sempre notizie tristi, ma un approccio serio e professionale a tematiche di cooperazione comporta anche il dover affrontare questo tipo di notizie.
    In ogni caso, la ringraziamo per il più che sincero riscontro, nella speranza di riuscire a coinvolgerla maggiormente con i prossimi articoli.

    La redazione
    Leggerò Leggero

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